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E giunse il giorno di quella che, potremmo definire, la madre di
tutte le partite, non solo per i tifosi juventini che
l’attendevano da quasi due anni. Tutta l’Italia pallonara, forse
per la prima volta, tifava Juventus, affinché fermasse i
nerazzurri, impedendogli, così, di andare in fuga solitaria.
Speranza ben riposta, dato che i bianconeri sono riusciti
nell’intento, benché parzialmente, visto il risultato finale di
parità, che tuttosommato non scontenta nessuno. Stadio Olimpico
stracolmo, e peccato per la scarsa capacità dell’impianto, che se
avesse avuto a disposizione 100.000 posti, probabilmente avrebbe
fatto registrare ugualmente il tutto esaurito, per la felicità
delle casse bianconere. Maestosa la coreografia organizzata
dai tifosi juventini, con immancabili striscioni conditi da
intelligente ironia nei riguardi della dirigenza nerazzurra per i
noti fatti di calciopoli. Veniamo alla gara ora, iniziata con
circa dieci minuti di ritardo rispetto all’orario previsto.
Formazioni:
Juventus -
Buffon;
Grygera (33' s.t. Zebina), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro;
Palladino, Nocerino, Cristiano Zanetti, Nedved (16' s.t. Iaquinta);
Del Piero (25' s.t. Camoranesi)Trezeguet. A disposizione: Belardi,
Birindelli, Salihamidzic, Tiago.
All. Ranieri.
INTER: Julio Cesar; Maicon (41' s.t. Dacourt), Cordoba, Samuel,
Chivu; Figo (17' s.t. Burdisso), Javier Zanetti, Cambiasso, Cesar;
Ibrahimovic, Cruz (20' s.t. Suazo).
A disposizione: Orlandoni, Maxwell, Solari, Crespo.
All. Mancini.
Comincia la gara, e sono
subito bordate di fischi per i nerazzurri, e in particolar modo
per l’ex Ibrahimovic. La Juventus appare subito concentrata e
pronta a tutto pur di uscire imbattuta dal match. L’Inter fatica a
tenere il ritmo asfissiante di una squadra che pressa a tutto
campo e che mette i suoi attaccanti puntualmente in fuorigioco ad
ogni affondo. Dopo cinque minuti c’è subito un episodio da
moviola. Del Piero riceve palla al centro dell’area di rigore
interista, ma una vistosa trattenuta di Samuel impedisce al
capitano di calciare a rete. La sensazione è che sia rigore netto,
ma l’arbitro Rocchi lascia correre.Si va avanti con i bianconeri
che faticano a creare reali pericoli per la porta di Julio Cesar,
nonostante siano loro a tenere il pallino del gioco, mentre i
nerazzurri con pochi passaggi riescono a ribaltare l’azione, anche
se, al momento dell’ultimo passaggio, i difensori di Ranieri,
puntualmente, ne inibiscono le intenzioni con una attenta tattica
del fuorigioco. Solo una volta, Ibrahimovic, con una potente
percussione, si presenta solo in area pronto a battere Buffon, ma
un recupero preciso dell’ottimo Chiellini, gli impedisce di
calciare a rete, spedendo la palla in calcio d’angolo quando ormai
la frittata sembrava fatta. Al minuto 41, però, un disattento
Legrottaglie, si fa sfuggire Cruz, che ormai solo, entra in area
di rigore trafiggendo Buffon con un tiro preciso che si insacca
nell’angolo sinistro dell’estremo difensore. Juventus 0 Inter
1.Cala il gelo sullo stadio torinese, e dopo pochi minuti
l’arbitro Rocchi fischia la fine del primo tempo, mandando le due
squadre negli spogliatoi a bere il proverbiale tè caldo. Il
secondo tempo sembra la copia del primo, ma ora i bianconeri,
nell’intento di raddrizzare il risultato, sono costretti a
lasciare campo ai contropiede nerazzurri. Dopo sedici minuti
Ranieri effettua il primo cambio. Fuori uno spento Nedved e dentro
Iaquinta, e così le punte bianconere diventano quattro. Risponde
Mancini con Suazo per Cruz. Nel giro di pochi minuti l’Inter crea
un paio di contropiede davvero pericolosi, con Ibrahimovic che
entra in area e spara un missile centrale prontamente respinto da
Buffon, e in seguito, un diagonale che taglia l’area juventina,
vede Cesar giungere in ritardo di pochi centimetri per la battuta
a rete. Al 25° altro cambio per i bianconeri: fuori Del Piero
dentro Camoranesi, che appena entrato serve un pallone in area per
Iaquinta che lo gira al centro per Trezeguet anticipato da
Cordoba, che per poco non batte Julio Cesar nel tentativo di
impedire al francese di girare a rete. E’il preludio al pareggio.
L’inarrestabile Palladino, in serata formato Cristiano Ronaldo,
con un paio di finte sbilancia Maicon per poi crossare in area,
dove una sponda di testa di Iaquinta smarca all’altezza del
dischetto del rigore Camoranesi che, tutto solo, batte, grazie
anche ad una deviazione di un difensore interista, un incolpevole
Julio Cesar. E’ l’1 a 1 con il quale finisce una gara
gagliarda e combattuta, che ha messo in evidenza la forza degli
uomini di Mancini, ma soprattutto il carattere di una Juventus mai
doma, con la quale più di una cosiddetta “grande”, dovrà fare i
conti.
A.
Sellaro
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