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Brutto stop dei bianconeri in casa contro un’Udinese non
irresistibile ma fortunata. Proprio quando nessuno se l’aspettava,
ecco arrivare la prima sconfitta ( per giunta in casa ) in
un campionato appena iniziato. Presentarsi all’Olimpico, contro
una Roma partita fortissimo, con tre punti di svantaggio, non era
certo quanto si augurava Mr. Ranieri, ma il calcio, si sa, è cosa
strana, soprattutto alla luce di una prestazione sicuramente
superiore rispetto alle due precedenti con il Livorno e il
Cagliari che invece avevano fruttato due vittorie. La cronaca dice
che la Juventus si presenta in campo con la seguente formazione:
Buffon, Birindelli, Chiellini, Andrade e Criscito in difesa,
Zanetti, Almiron, Nedved e Camoranesi a presidiare il centrocampo
e Del Piero e Trezeguet in attacco. La formazione
friulana, guidata dall’ottimo Marino, schiera i seguenti undici:
Handanovic,
Zapatocny, Zapata, Coda; Mesto, Ilner, D’Agostino, Dossena,
Quagliarella, Asamoah e Di Natale. Squadra senza dubbio offensiva
e con un tridente assai insidioso. E’ chiaro che l’udinese è
venuta a Torino per farsi perdonare il brutto 1 – 5 subito
in casa dal Napoli nella scorsa giornata di campionato. Parte
subito bene la Juventus, che rispetto alle precedenti gare, sembra
più fluida nel gioco e sicura di se; infatti, dopo appena due
minuti, dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Almiron si fa
trovare pronto al limite dell’area per calciare verso la
porta, ma il tiro finisce sul fondo. Continuano gli attacchi dei
bianconeri torinesi illuminati dalle giocate di un Camoranesi che
appare leggermente stanco ma sempre in grado di creare giocate
geniali per i compagni. Al 24° un lancio di Nedved libera in area
Del Piero, che con un tocco impreciso, su un Handanovic
uscito a valanga, manda la palla sopra la traversa. E’ il 28°
minuto allo stadio comunale di Torino, quando un isolato
imbecille, fa esplodere un petardo più simile ad una bomba carta
per il frastuono che emette. Tutto lo stadio rimane sconcertato
per qualcosa a cui non è abituato per senso di civiltà, ma lo
pseudo- tifoso viene subito additato dai tifosi veri seduti
accanto a lui e fatto allontanare immediatamente grazie
all’intervento degli stewards. Bel gesto da prendere come esempio
in tutti gli stadi italiani. Ma torniamo al calcio giocato. E’
sempre la Juve a fare la partita, ma alla mezz’ora, la
cattiva sorte, mette fuori gioco Camoranesi (“il solito flessore”
diagnostica il medico) e nei guai Ranieri, che sulla fascia destra
non ha proprio alternative a parte Marchionni perennemente
infortunato. Così il tecnico romano si deve inventare, per
l’ennesima volta, un Nocerino ala destra, con conseguente perdita
di fantasia e quindi di incisività offensiva della squadra. Al 32°
arriva la grande occasione. Punizione al limite dell’area a
favore della Juventus. E’ la mattonella di Del Piero, quella da
cui spesso ha fatto del male ai portieri avversari, ma la battuta,
potente e precisa, questa volta finisce sul palo di un Handanovic
immobile e fortunato. Il primo tempo finisce sullo 0 a 0 dopo tre
minuti di recupero. Il sipario sul secondo tempo si apre in malo
modo per la squadra di casa. Dopo appena due minuti l’Udinese va
in vantaggio con Totò Di Natale che in altri tempi sarebbe stato
fermato per fuorigioco, ma la palla finisce a Quagliarella che con
un tocco arretrato a favore del compagno, lo rimette in gioco
permettendogli di battere Buffon.. Regola, a mio parere,
assolutamente da rivedere. Mr. Ranieri cerca di correre ai
ripari, e all’11° effettua due cambi contemporaneamente: fuori
Trezeguet ( obiettivo cento goal in serie A rimandato ) e Zanetti,
dentro Iaquinta e Tiago. Perde colpi la Juve a centrocampo, con un
Almiron sempre evanescente, e Tiago mai sopra le righe. Sono
sempre i soliti vecchietti a tirare la carretta; così al 15°,
Nedved fa impazzire mezza difesa friulana prima di liberare un
tiro che sfiora la traversa. Al 19° cambio per l’Udinese. Fuori
Asamoah e dentro Floro Flores, che grazie alla sua freschezza,
innesca pericolosi contropiede che mettono in difficoltà il
reparto arretrato juventino. Al 30° Nocerino si spinge in area
avversaria, ma viene fermato da un’uscita disperata del
portiere friulano che lo spedisce gambe all’aria: per tutti è
rigore sacrosanto, tranne che per l’arbitro Farina che gli fa
cenno di rialzarsi. Dopo l’arbitro Tagliavento a Cagliari, ecco un
altro arbitro ad oc sulla strada tutta in salita dei bianconeri.
Se il buongiorno si vede dal mattino….c’è poco da stare allegri.
La partita va avanti con l’Udinese che ormai cerca di portare a
casa un risultato insperato alla vigilia, e con una Juventus che
si danna l’anima ma “ corre male “ ( parole di Ranieri al termine
dell’incontro ). Al 36° una buona occasione per i padroni di
casa. Punizione a due in area per gioco pericoloso su Iaquinta.
Tira lo stesso Iaquinta, ma il tiro viene respinto da D’Agostino,
che al momento della battuta era a non più di due metri
dall’attaccante juventino: punizione da ripetere, non per Farina
naturalmente. Proprio al 90°, però, un’altra punizione dal limite
in zona Del Piero, potrebbe chiudere il match in modo meno amaro
per i tifosi juventini accorsi allo stadio, ma non è proprio
giornata per il capitano, che spedisce il pallone all’incrocio dei
pali dell’interdetto Handanovic, salvato ancora una volta dalla
buona sorte. Termina così una gara strana,
che per occasioni create, avrebbe visto la Juventus sicuramente
meritevole di ben altro risultato, ma come detto all’inizio, il
calcio è un gioco strano, e tutto può accadere quando meno te lo
aspetti. Speriamo che ciò valga anche per la gara con la Roma, ma
questa volta a parti invertite. Note personali:
centrocampo da rivedere per la gara contro i giallorossi. Se
Almiron continua a latitare meglio cambiare, restituendo Nocerino
al suo ruolo naturale di centrocampista di interdizione e
inserendo Salhiamizic sulla corsia destra in attesa del rientro di
Marchionni.
A.Sellaro
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