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JUVENTUS
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SPEZIA 2-3
Termina
con una sconfitta in casa l’ultima giornata di
questo anomalo campionato di serie B. La
Juventus alza al cielo la prima coppa messa in
palio per la vincitrice di questo torneo, che,
stando ad alcune voci, il prossimo anno si
chiamerà “ prima divisione “. Giusto così. Un
campionato che ha visto tra le protagoniste
squadre come appunto la Juventus il Napoli e
il Genoa, non meritava un appellativo così
riduttivo. Veniamo alla partita dunque. La
Juventus rivoluzionata dall’assenza di alcuni
uomini importanti come Buffon, Zanetti,
Chiellini, Marchionni, Camoranesi, Marchisio e
Palladino, schiera in difesa Piccolo, a
centrocampo Venitucci e in attacco, delineato
a sinistra, Giovinco. E’ lo Spezia a battere
il calcio d’inizio, e fa subito capire che per
loro non sarà una partita qualunque, c’è la
permanenza in serie B da giocare ( passando
per i play-out ) Juventus permettendo. Dopo
pochi minuti, la squadra ligure, si fa subito
pericolosa, e al secondo tentativo va anche a
segno. Goal annullato per fuorigioco (
piuttosto dubbio ). La Juve sembra più
spettatrice che altro, e così facendo,
permette a Pecorari, dopo 25 minuti di gioco,
di portare in vantaggio gli spezzini. Passano
solo due minuti, e la Juventus si riporta in
parità con Trezeguet, che nell’esultare,
mostra tutto il disappunto per quello che
sembra essere il suo canto del cigno. Si parla
di partenza quasi certa. In pole-position ci
sarebbe il Valencia. Non sarà facile, per la
società, sostituire un attaccante che nella
sua permanenza a Torino ha messo a segno 140
goal ( miglior realizzatore straniero nella
storia della Juventus ). Torniamo alla cronaca
della partita, che vede sempre lo Spezia fare
la partita fino al termine del primo tempo, e
non potrebbe essere altrimenti. Il secondo
tempo vede la Juventus effettuare subito due
sostituzioni. Entrano Bianco e De Ceglie, che
prendono il posto rispettivamente di Piccolo e
Birindelli, ma il match non cambia, sono
sempre gli spezzini a fare la partita.
Nonostante ciò, la sensazione che si
percepisce, è che la Juventus non voglia
infierire sugli avversari, accontentandosi del
risultato di parità, ma il pubblico vuole la
vittoria, a Treviso c’è l’Arezzo di Antonio
Conte a giocarsi la possibilità di rimanere in
serie B. La Juve giocherella con la palla a
centrocampo, quando ne è in possesso, invece
di affondare, preferisce effettuare passaggi
orizzontali del tutto inoffensivi. Così, al
65°, lo Spezia si riporta in vantaggio con
Guidetti, grazie ad un’uscita scellerata di
Mirante al limite dell’area, che veniva
scavalcato da un pallonetto facile facile. La
sensazione che la Juventus, se avesse voluto,
avrebbe potuto liquidare l’avversario
facilmente, si ha con il pareggio di Bianco,
che dopo appena due minuti, ristabilisce la
parità. Al 25° entra Bojinov al posto di
Trezeguet. Dopo pochi minuti il bulgaro si
inventa una giocata in area che vede due
difensori avversari saltati come birilli, con
tiro in porta finale che trova la deviazione
di Zebina a un passo dalla porta. Sarebbe il 3
a 2, ma l’arbitro annulla per evidente
fuorigioco del francese ( la sensazione è che
il tiro sarebbe comunque finito in rete ). La
partita sembra non abbia più nulla da
raccontare, con buona pace per tutti, tranne
che per la squadra ligure, che con un ultimo
scatto di orgoglio, proprio allo scadere,
mette a segno la rete del 2 a 3 con Padoin,
che da una buona mezz’ora, stava giocando con
una sola gamba, causa un precedente
infortunio, permettendo alla sua squadra di
giocarsi la possibilità di rimanere in serie B
passando per la lotteria dei playout, e,
condannando l’Arezzo di Conte alla
retrocessione nella serie inferiore. Non sarà
facile per l’ex capitano bianconero,
rassegnarsi alla retrocessione, soprattutto
se vedrà la partita disputata al Comunale di
Torino dai suoi ex compagni. Il mio parere
personale, ma credo anche di tutti i veri
sportivi, è che le partite vadano giocate
sempre, indipendentemente dalla situazione in
cui riversa l’avversario. E’ una questione di
lealtà sportiva ( e anche di rispetto per lo
stesso avversario ). Con il suo atteggiamento,
a lunghi tratti evidentemente rinunciatario,
la squadra bianconera ha spedito all’inferno
una squadra ( l’Arezzo ) che aveva,
soprattutto dopo l’arrivo di Antonio Conte,
con ben otto vittorie su dieci incontri,
meritato, almeno, la possibilità di giocarsi
la permanenza in serie B, invece……
A.Sellaro
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