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La nazionale Italiana 
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Squadra Pg   V    P    S    Gf   Gs   Pti  
 Italia 3 1 1 0 3 1 4
 Repub. Ceca 3 1 0 1 3 2 3
 Ghana 3 1 0 1 2 2 3
 USA 3 0 1 1 1 4 1

   Italia - Usa  1 - 1               

KAISERSLAUTERN – L’Italia vista ad Hannover ci aveva esaltato e confortato. E soprattutto i “pentacampeon” del Brasile in condizioni atletiche (a parte qualche eccezione) approssimative, ci avevano illuso che tutto poteva essere più semplice. Ma con la nazionale “Italia” è sempre meglio non azzardarsi in giudizi affrettati. È bastata infatti una modesta compagine statunitense, muscolare, tutta nervi e poche idee, per far tornare la “banda Lippi” con i piedi per terra. Alla fine del match il tecnico viareggino si dichiara abbastanza arrabbiato con i suoi, ma farebbe meglio a sentirsi almeno un pochino rammaricato anche con se stesso. Cambiano gli allenatori i giocatori e i tornei, continentali, nazionali ed internazionali, ma il leit motive è sempre lo stesso. Cosa ci fanno in campo due statue di marmo come Totti e Toni che hanno dimostrato di essere ampiamente fuori condizione, quando in panchina ci sono campioni del calibro di Del Piero ed Inzaghi? Converrete che la domanda è legittima. E se Gilardino ha il merito quantomeno di segnare il gol “salva Italia” di bella fattura; guadagnandosi la sufficienza piena e mitigando così i giudizi non esaltanti sui soliti eccessivi fraseggi del campioncino milanista sotto porta che non portano a niente; il nostro Alex Del Piero merita per l’ennesima volta un bel 7+ per aver mostrato quando è entrato in campo di essere ancora uno dei pochi che sanno dare del tu al pallone. Ora, dopo questo ennesimo pasticcio ancora una volta siamo chiamati a soffrire. Contro una Repubblica Ceca dei Nedved, Poborskij e Cech potrebbe bastare anche un pareggio. Ma guai a basarsi su alchimie alquanto aleatorie. I cecki dopo la bruciante sconfitta rimediata contro il Ghaha, c’è da scommettere che daranno vita ad una prova di orgoglio e ci affronteranno con il solito spirito battagliero. Battagliero si ma con quel giusto agonismo che non sfocia mai in “gesti” gratuiti inauditi ed inqualificabili come quello prodotto dal romanista De Rossi (gomitata su Mc Bried che non ammette repliche) e che gli costa l’espulsione. Peccato perché il gol di Gilardino al 22’ in tuffo di testa, in seguito ad un sontuoso assist di Andrea Pirlo (ancora uno dei migliori in campo) sembrava aver messo la pratica in discesa per gli azzurri. Il rientro di Gianluca Zambrotta, sulla fascia sinistra al posto dell’evanescente Grosso è un buon viatico. Ma questa volta la “frittata” la fa Zaccardo che devia alle spalle di Buffon un traversone di Reyna, complicando il tutto maledettamente. Poi, nonostante l'inferiorità numerica, Toni sbaglia il gol del 2-1, evidenziando come detto limiti di forma alquanto palesi. Lippi toglie Totti per far spazio a Gattuso, uomo ideale per una gara che si mette sul muscolare, spostando Perrotta a sinistra. Ma a dare una mano agli azzurri ci pensa Mastroeni, che finisce negli spogliatoi per un'entrata da codice penale su Pirlo. Nella ripresa il 10 contro 10 dura poco. Anche Pope viene spedito anzitempo sotto la per una doppia ammonizione. A questo punto l’ago della bilancia sembra pendere dalla parte degli azzurri. Ma va dato atto alla squadra di Bruce Arena di non mollare mai, di giocare tutte le palle e di poter controllare anche Del Piero e Iaquinta gettati nella mischia forse un po’ tardi al posto di Zaccardo e Toni. Il nostro Alex infatti aumenta la pressione offensiva. Gli Stati Uniti segnano, ma in fuorigioco, e poi Perrotta, Zambrotta e Del Piero mancano il gol,  più grazie anche alla bravura di Keller, che non per demeriti propri. Ora tutti ad Amburgo, il 22 giugno senza fare calcoli ma per vincere.

                                                                         Mauro Depaoli

 

 

 

 

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