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DORTMUND
Come
una bella favola! Si trovano degli ostacoli ma i
“buoni” la spuntano sempre. E così il nostro
Alex Del Piero al minuto
121’
infila la sfera alle spalle di Lehmann (quella del
2-0) dopo che
2’
prima Fabio Grosso fa ammutolire il Westafalen
Stadion siglando un gol alla Del Piero. I fantasmi
della famigerata “lotteria dei rigori” si
dissolvono e si può esultare. L’Italia dopo 12
anni ritorna a disputare una finale mondiale. Si
scatenano caroselli festosi in tutta Italia, ma non
solo: in tutto il mondo, persino in India! E così
non tanto la squadra Germania, bensì
l’establishment tedesco, che aveva caricato la
vigilia della sfida di veleno, ricorrendo alla più
bieca retorica e dipingendo l’Italia come un paese
di spioni e di mangiatori spietati di pizza, è
servita! Il tabloid tedesco “Bild” titolava
“Arrivederci pizza” e noi rispondiamo con:
Auhphidersen kartofen! E ora tutti proiettati alla
finale di Berlino. E chissà che sia la volta buona
per prendersi una bella rivincita (Portogallo
permettendo…) sui “cugini” francesi che nel
mondiale 1998 ci eliminarono agli ottavi di finale
in casa loro con i famigerati rigori e nel 2000 ci
batterono in finale negli europei più per fortuna
che non per demerito nostro. Italia quindi che dopo
Mexico “70 e Espana “82 continua ad essere
fatale alla Germania. E nella giornata delle
celebrazioni arriva anche la belle notizia del
miglioramento delle condizioni di Gianluca Pessotto
che dall’ospedale “Le Molinette” di Torino sta
progressivamente migliorando vincendo un'altra
grande sfida. Alex Del Piero gli ha dedicato il suo
gol con una scritta sulla maglietta “Forza
Pesso” e tutto il clan azzurro è con lui. Ma
andiamo ora ad analizzare l’ennesima sfida con
la Germania
per una semifinale mondiale che come detto evocava
il famoso Italia-Germania 4-3 dello stadio Atzeca di
Città del Messico con Rivera, Mazzola, Boninsegna,
Riva da una parte e Franz Beckembauer, Gerd Muller e
soci dall’altra parte. Passano gli anni ma
Italia-Germania è sempre una sfida che affascina. E
gli attori in campo non deludono. Pronti via e si
capisce subito che la “banda Lippi” è caricata
al punto giusto. Dopo una decina di minuti ci pensa
infatti Perrotta ad impensierire l’ottimo Lehmann
che risponde da par suo. L’Italia preme e
la Germania
contiene, rispondendo alla mezzora con una
conclusione di Podolski disinnescata da Buffon. il
“Gigi” nazionale è ancora in giornata di
grazia, come del resto tutto il pacchetto arretrato
azzurro con Cannavaro, Zambrotta, Grosso e Materazzi
a chiudere tutti i varchi. Davanti alla difesa il
mastino Gattuso superlativo, gladiatore di altri
tempi a lottare su tutti palloni. E poi Pirlo
(ottima la sua gara) e il generoso Perrotta. Totti
è discreto ma non molto ispirato mentre Toni è
lasciato troppo solo. Nella ripresa il canovaccio
non cambia con Buffon impegnato in altri due
interventi prodigiosi, ma è sempre l’Italia con
Perrotta a pochi minuti dalla fine dei tempi
regolamentari ad avere sui piedi l’occasione più
ghiotta, ma Lehmann anticipa il centrocampista della
Roma. Ad un quarto d’ora dalla fine Gilardino
rileva uno stanco Toni. Si va ai tempi supplementari
e l’inizio è quanto mai funambolico e
scoppiettante per gli azzurri. In campo anche
Iaquinta a dar profondità alla squadra. Gilardino
entra in area fa tutto da solo e inganna Lehmann che
si aspetta la conclusione sul secondo palo, ma la
sfera si stampa sul legno alla sinistra
dell’estremo difensore tedesco. Pochi minuti dopo
Zambrotta scaglia una “sassata” dai
25 metri
con sfera che si stampa sulla traversa. Poi
la Germania
tenta di farsi pericolosa ma la retroguardia azzurra
tiene. Nel secondo tempo supplementare spazio anche
per Del Piero e si vede così un Italia formato
Brasile con Del Piero, Totti, Iaquinta e Gilardino
tutti in campo a dar manforte al potenziale
offensivo. Quando tutti pensano che si finisca con
l’andare ai calci di rigori, Grosso su assist di
Pirlo inventa un gol capolavoro. Sulle ali
dell’entusiasmo a pochi secondi dalla fine
Gilardino mette sui piedi di Alex Del Piero una
sfera assolutamente invitante: il capitano della
Juve non sbaglia e con una deliziosa palombella
trafigge Lehmann per la seconda volta.
La Germania
è servita. E ora tutti a Berlino!
Mauro
Depaoli
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